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26/06/08

Movimenti tellurici

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=271717
Mi piacciono queste analisi con vista "panoramica", dall'alto. Nell'articolo ci sono varie considerazioni interessanti.

1) L'aumento del prezzo del petrolio e derivati è la prosecuzione della guerra iniziata l'11 settembre. Ad ahma come azzo si chiama "...già adesso gli basta chiudere il rubinetto del greggio per regolare la natalità dall’Europa fino alle Americhe." E poi ancora "perché a una coppia nostrana, già di suo poco incline a prolificare, dovrebbe venir voglia di mettere in cantiere un figlio col carburante a 1,55 euro il litro, le bollette di luce e gas alle stelle, l’inflazione al 3,7% (la più elevata da 12 anni a questa parte), mezzo chilo di spaghetti aumentato del 20%, un chilo di pane del 13% e un litro di latte dell’11%."

2)"... le altre nazioni del Mediterraneo dovranno affrontare (impreparate) l’onda d’urto di 128 milioni d’immigrati, prevalentemente maomettani, provenienti dall’Africa subsahariana. Quando costoro avranno conquistato il diritto di voto, l’Islam non avrà più bisogno della spada: s’imporrà in forza delle sole leggi della democrazia.La nostra, mica la loro."

3) "Per completare il desolante panorama è sufficiente uno sguardo al quoziente di natalità, cioè al rapporto fra numero dei nati vivi e popolazione residente: altissimo nei Paesi di religione islamica in special modo africani (guida la classifica il Niger, con 50,16 nascite ogni 1.000 abitanti), bassissimo in Occidente. L’Italia, con appena 8,54 nascite, figura addirittura quint’ultima in classifica, al 213° posto. Riescono a far peggio di noi solo Andorra, Germania, Giappone e Hong Kong.

In sostanza crisi economica = diminuita natalità. Questa, associata all'aumento dell'immigrazione e all'altissimo tasso di natalità dei conigli mussulmani porterà a sconvolgimenti catastrofici. E' la famosa bomba demografica, forse un'arma vecchia quanto l'uomo.
Una delle ipotesi sulla scomparsa dell'uomo di Neanderthal e della definitiva vittoria dell'homo sapiens è che le donne "neanderthaliane" aiutavano i loro uomini nella caccia e ciò causava un'alta mortalità e di conseguenza una diminuita procreazione. In sostanza i sapiens avevano una maggiore natalità.
In un'altra ipotesi i tratti genetici dei Neanderthal si sono via via incrociati con quelli dell'homo sapiens.
Spostamenti, migrazioni, cause biologiche, movimenti tellurici appunto...

28/05/08

Inceneritori e cancro

Avete presente la puttanata colossale del global warming ? Avete presente le coglionate che spara Grillo, che spaziano dall'olio di colza nei motori diesel agli inceneritori ?
Dibattiti scientifici... io direi stucchevoli sproloqui senza capo nè coda, in malafede.
Se avete tempo e pazienza, leggetevi l'articolo sotto, riguardo agli inceneritori. E' uno studio di Veronesi... mai sentito ? Avrete di sicuro ascoltato l'ignobile e vomitevole grillo sparlarne, beh, si da il caso che sia un oncologo di fama internazionale.

Ecco i punti salienti.
1) Lo studio inglese su 14 milioni di persone seguite per 13 anni !!!
2) La revisione giapponese del 2001 di TUTTA la letteratura scientifica fino a quel momento !
3) Le 3 grandi revisioni degli studi condotti nell'ultimo ventennio.
Risultati univoci e concordanti : risultati inconsistenti per rischio di cancro e di effetti sul sistema riproduttivo.

Nessuna relazione tra cancro e inceneritori
Secondo un rapporto di un comitato scientifico, presieduto da Veronesi, non esiste nessuna prova di una relazione tra emissioni degli inceneritori e effetti negativi sulla salute
In un capitolo di uno studio di un comitato scientifico di garanzia presieduto dal professor Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia, dal titolo 'Il recupero di energia dai rifiuti: le implicazioni ambientali e l'impatto sanitario' si parla del problema inceneritori e salute. All'interno dell'undicesimo capitolo si legge che su 46 pubblicazioni considerate, 13 avevano analizzato gli effetti sui lavoratori degli impianti, esposti a livelli di inquinanti molto maggiori rispetto a quelli delle popolazioni residenti, una invece riferiva di un possibile legame tra gli inusuali tassi di mortalità per cancro ed i livelli di diossina presenti vicino ad un inceneritore. Degli altri 33 studi presi in considerazione, solo 7 riguardavano inceneritori di rifiuti solidi urbani e, tra questi, 5 si erano occupati di marcatori biologici nei tessuti di residenti ed uno aveva analizzato la mortalità per cancro tra la popolazione residente intorno ad inceneritori del Regno Unito.
E' proprio quest'ultimo studio che è quello più rilevante per determinare se esiste o no un rischio più alto di ammalarsi di cancro per gli individui residenti nelle vicinanze di inceneritori di rifiuti solidi urbani. Secondo quanto si legge, lo studio in questione, condotto dai ricercatori dell'Unità di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Salute Pubblica del London School of Hygiene con l'ausilio di tecniche statistiche originali, coinvolse 14 milioni di persone che vivevano intorno a 72 inceneritori di rifiuti urbani (alcuni molto vecchi, costruiti all'inizio del '900) e queste vennero seguite fino a 13 anni dopo. L'ipotesi alla base della ricerca era che, se l'inceneritore avesse avuto un ruolo causale, allontanandosi dalla fonte inquinante (l'inceneritore) si sarebbe dovuto osservare un declino del numero di casi di cancro.Il risultato è che non sono state evidenziate differenze nell'incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio presi in considerazione e in particolare i ricercatori non hanno osservato nessun declino dell'incidenza di tutti i tumori allontanandosi dal sito dell'inceneritore. Vi era solo una piccola incertezza per quanto riguardava il cancro al fegato, legata per lo più ad errori diagnostici come l'attribuzione, come primitivi, di tumori secondari del fegato.
Il team Veronesi, nello studio, prosegue così: 'Nel 2001 Hu e Shy hanno condotto una revisione degli studi epidemiologici pubblicati fino a quel momento. I due ricercatori hanno considerato tutti i possibili effetti che possono essere correlati alla presenza di un inceneritore di rifiuti (municipali e industriali) e hanno concluso che gli studi epidemiologici esaminati erano concordi nel descrivere più elevati livelli corporei di alcuni composti chimici organici e di metalli pesanti, ma nessun aumento di sintomi respiratori o di declino della funzione polmonare. Le analisi effettuate avevano fornito risultati inconsistenti per rischio di cancro e di effetti sul sistema riproduttivo'. Inoltre del documento prodotto dal comitato presieduto da Veronesi, ha ricordato che nel gennaio del 2004 è stato lanciato un progetto per un 'sistema di sorveglianza ambientale e sanitaria in aree urbane in prossimità di inceneritori e complessi industriali - Enhance Health' gestito da molte Asl e dall'Arpa della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Istituzioni di altri Paesi (Grecia, Polonia, Spagna, Ungheria) e con il supporto e la garanzia di un Comitato scientifico importante (composto da epidemiologi dell'ISS, del CNR di Pisa e dell'Osservatorio di Roma, oltre che da oncologi e da un ex direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - IARC di Lione). Questa ricerca riguardava l'area di Coriano-Forlì dove si trova un termovalorizzatore all'interno di un'area industriale e vicino all'autostrada Bologna-Ancona ed ad un inceneritore per rifiuti ospedalieri.
Nel 2007 è stato reso pubblico il rapporto finale secondo cui 'non esistono prove concrete dell'esistenza di un legame fra l'esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dello sviluppo di tumori. Dove sono stati osservati degli effetti apparentemente rilevanti, questi erano spesso legati ad inceneritori siti vicino ad altre fonti di emissione potenzialmente pericolose'. Quindi le tre grandi revisioni degli studi condotti nell'ultimo ventennio (e pubblicati negli anni 2001-2007) hanno mostrato risultati equiparabili. Secondo gli autori del rapporto 'il recupero di energia da rifiuti: la pratica, le implicazioni ambientali e l'impatto sanitario' quindi i dati della mortalità per ogni causa e per cancro, di morbilità per patologie delle vie respiratorie e di possibile incremento di effetti sulla riproduzione, sono del tutto inconsistenti e di conseguenza non provano l'esistenza di un qualsiasi nesso tra presenza di inceneritori di rifiuti solidi urbani e rischio per la salute delle popolazioni che risiedono nel raggio di ricaduta delle loro emissioni'.

10/12/07

DNA di Watson

Fa notizia il fatto che nel DNA di Watson c'è un 16% di geni di provenienza africana ed un 9% di provenienza asiatica. E giù a ridere... ma gli imbecilli non si accorgono che gli stanno dando ragione. Allora siete d'accordo sul fatto che esistano geni più frequenti nei neri che nei bianchi ? E ovviamente viceversa...
Allora se io per ipotesi arrivassi a scoprire un gene dell'intelligenza potrei QUANTIFICARNE la presenza nei neri e nei bianchi (e nei gialli etc.) ! Ovviamente il gene codificherebbe per un'intelligenza diciamo superiore alla media, oppure potrebbe trattarsi di un'eredità poligenica ed allora bisognerebbe quantificare quanti geni dell'intelligenza ci sono mediamente nei bianchi e nei neri.
Il concetto è che come i geni portano ad ENORMI differenze di carattere somatico, vedi colore della pelle, degli occhi, dell'ovale, del naso, dei capelli, della statura, del peso e così via, quasi all'infinito... ebbene NO, non è neanche lontanamente ammissibile.... neanche per la più pallida ed esile via ipotetica, "ad absurdum" , che qualche derelitto e sperduto gene abbia a che fare con l'intelligenza, o con qualche tipo di intelligenza, o con la predisposizione alla matematica, o con la capacità di memorizzare, o con l'attitudine all'introspezione, o con quel cazzo che volete voi...
Una volta gli psichiatri, sotto la spinta degli psicologi (notoriamente rossi) erano portati a considerare le malattie mentali come frutto dell'interazione dell'ambiente sulla psiche, privilegiando di gran lunga l'ambiente. Grandi dibattiti: fattori ereditari o ambiente... la schizofrenia non POTEVA essere dovuta a fattori genetici... questo una volta... adesso man mano che si procede, man mano che la genetica avanza, i fautori "dell'ambiente" (e di riflesso del "sociale"), stanno perdendo vistosamente la battaglia, su tutto il fronte. Tutto si direbbe sta diventando di pertinenza "genetica", perfino la predisposizione alle malattie, perfino il cancro.
No, ma l'intelligenza NO !!! Che diamine !!! Patetici...

18/10/07

Bianchi e neri

Grossa eco dopo le dichiarazioni di James Watson, il padre della doppia elica del DNA assieme a Crick, sulle differerenze fra l'intelligenza dei bianchi e dei neri.
Cose che ho sempre pensato... cioè non mi sta a cuore affermare la superiorità dei bianchi, per me potrebbe essere l'inverso, quanto combattere il principio intoccabile dell' UGUAGLIANZA a tutti i costi... senza se e senza ma, chiaro dogma di stampo marxista.
Watson ci è andato giù un po' pesante... vorrei invece sottolineare una sua frase :"La nostra volontà di assegnare a tutti, in maniera uguale, le medesime capacità intellettive non è sufficiente a provare che si tratti della realtà" .
Il desiderio "morale" di eguaglianza non necessariamente poggia su basi scientifiche. Io non sto dicendo che gli uomini non abbiano gli stessi diritti, sto mettendo in dubbio che razze diversissime fra di loro abbiano ESATTAMENTE lo stesso quoziente intellettivo MEDIO. Lasciamo stare che i test dell'intelligenza siano "parziali", superficiali, imperfetti, lo sono, ma non cambia il senso del discorso. Enormi differenze "somatiche", colore della pelle, capelli, ovale, taglio degli occhi, statura, peso, eppure TUTTI con la stessa intelligenza MEDIA. Si parla di medie ovviamente, curva di Gauss e tutto il resto.
Ci sono razze con incidenza altissima di malattie genetiche, per esempio gli Ebrei, fragilità questa dovuta all'incrocio all'interno della stessa popolazione. Rovesciando il discorso, personalmente sono anche convinto che gli Ebrei siano MEDIAMENTE più intelligenti; se così fosse, pur non essendo ebreo, non me ne importerebbe assolutamente nulla.
Da qualche parte ho letto che gli asiatici, sono particolarmente portati per la matematica, in particolare gli Indiani. A me questo non crea alcun problema, anche perchè me la cavo benino in matematica ... hehe
L'intelligenza è probabilmente il frutto di un'eredità poligenica ed ovviamente dell'ambiente in cui viene a svilupparsi. Chiaramente se Einstein fosse sempre vissuto in una capanna buia, sarebbe uscito completamente deficiente. Lapalissianamente esistono dei neri (o persone di colore se preferite, cmq se parlo di bianchi, mi sembra logico parlare di neri...) intelligentissimi e dei bianchi sub-normali, basta vedere una manifestazione dei metalmeccanici della CGL...
Ho notato comunque che il concetto di media è estraneo alla maggioranza delle persone, odiano qualsiasi generalizzazione, come se per arrivare ad una conquista scientifica non fosse necessario generalizzare... se ogni cosa valesse solo PER SE' non sarebbe possibile dedurre nessun principio scientifico, nessuna legge, la matematica stessa sarebbe un'opinione.
Ecco un ripassino, non pretendo che capiate...

Eredità poligenica
Oltre alle interazioni che avvengono tra alleli della stesso gene, si verificano anche interazioni tra alleli di geni differenti. In realtà, la maggior parte delle caratteristiche che costituiscono il fenotipo di un individuo, è il risultato di interazioni di varia natura che si verificano tra due o più geni distinti. Talvolta, quando un carattere è influenzato da due o più geni differenti, può apparire un fenotipo del tutto nuovo. Alcuni caratteri, come le dimensioni o la statura, la forma, il peso, il colore della pelle e il comportamento sono dovuti agli effetti combinati di molti geni. Questo fenomeno è detto eredità poligenica. Infine un singolo gene può agire su più di un carattere: questo fenomeno è detto pleiotropia.

10/09/07

Da Lombroso al cervello "sinistro"


Non è la prima volta che mi capita di "anticipare" certe notizie, di precorrere i tempi... 3 post e 4 giorni fa in "A che pro discutere ? " , sostenevo l'inutilità di dialogare con l'homo sinistroides, perchè, mi cito, "Certe persone pensano in un modo ed altre in uno completamente differente. Si vengono a creare così "popolazioni" differenti, addirittura "specie umane" alternative una all'altra."
Da uno studio di David Amodio emergerebbero delle differenze "strutturali" nel cervello di liberali e conservatori !
In sostanza nel cervello dei liberal si nota - "la loro maggiore reattività al cambiamento e a quella che gli studiosi hanno chiamato «tendenza all’ambiguità», ovvero quella indecisione che porta all’entusiasmo improvviso verso ogni novità e che spesso si trasforma anche in un atteggiamento di poca chiarezza. -
Tendenza all'ambiguità, i ricercatori sono stati generosi... io parlerei di tare insanabili...
Ecco qui un blog con i commenti diretti dell'autore della ricerca http://neurocritic.blogspot.com/2007/09/david-amodio-responds.html